Alla ricerca di un legame: Ico, Nico, Trico

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C’era una volta un bambino, che con coraggio riuscì a sottrarsi ad un destino ingiusto e a lui avverso, trovando l’amore.

C’era una volta un eroe, che per amore ed egoismo compì un sacrilegio, riportando in vita la propria amata, compromettendo per sempre la propria esistenza.
 

C’era una volta un prescelto, che riuscì a cambiare una storia ormai già scritta, grazie al profondo rapporto di amicizia nato con un compagno inusuale.

Ho provato, in modo molto approssimativo, a riassumere in poche parole ciò che i tre capolavori del maestro Ueda (Ico, Shadow of the Colossus e The Last Guardian) hanno da raccontare. Ma questa non vuole essere una descrizione totale dei tre giochi, non è ancora il momento. Lo scopo di questo post è quello di analizzare alcuni elementi, provando a individuare un filo conduttore fra i tre titoli.

Ma esiste davvero una connessione? Si? No? Forse neanche Ueda lo sa di preciso. Il motivo è che ognuno dei tre giochi non pretende di avere una lore: lo scopo dell’autore (almeno non quello principale) non è quello di creare un mondo i cui eventi son connessi fra loro; ciò che Ueda intende fare è trasmettere emozioni, narrare una storia, insegnare qualcosa. In più di un’intervista ha rivelato che i tre titoli sono ambientati nello stesso mondo, ma non ha mai ammesso chiaramente l’esistenza di un collegamento.

 

Ma allora, di che stiamo parlando? Beh, limitarsi a vedere gli eventi senza interpretarli non è da me. Dopo questa lunga introduzione voglio buttarmi senza pensare due volte alla ricerca di qualche elemento che possa collegare The Last Guardian ai suoi predecessori (ovviamente il post sarà pieno di spoiler sui tre giochi sopracitati).

Ho pensato di cominciare questo viaggio da qualche osservazione sul motore di tutto: il Signore della Valle.

 

Prima di speculare sulla sua identità voglio farvi notare un particolare. La caratteristica principale dell’ambiente in cui si trova il soggetto della questione è il freddo. E le zone fredde in tutto il Nido sono due: la Torre e la stanza in cui inizialmente troviamo lo scudo. Il particolare fondamentale della stanza è quella specie di “sarcofago” su cui è posizionato lo scudo.

 

 

È un caso che proprio nelle uniche due stanze fredde si trovino un sarcofago, lo scudo (unico strumento capace non solo di controllare il potere di Trico, ma soprattutto di alimentare tutti i meccanismi della torre) e il Signore della Valle? Secondo me no. Provando a collegare questi tre elementi fra loro, è verosimile pensare che il vero Signore della Valle sia l’essere [che, non a caso, chiameremo Alius] che si trova (vivo, ibernato o morto che sia) nel sarcofago.

Alius crea il Nido, genera (o sottomette, questo particolare non ha valenza per questa discussione) i Trico e prima di morire (?) crea, tramite la “magia” (energia bianca e nera), quella sorta di intelligenza artificiale che ci viene presentata col nome di “Signore della Valle”. La tesi che il Signore della Valle sia stato creato da qualcuno è avvalorata dal fatto che i meccanismi che si trovano all’interno della torre sono fatti apposta per essere utilizzati da un essere umano (o umanoide), basti pensare alla sedia presente nell’ascensore.

 

Su questo fronte, al momento, mi fermo qui. La fantasia mi dice che Alius è ibernato nel sarcofago e che, tramite l’attività dei Trico, regolata dal Signore della Valle, stia accumulando energia, ma non abbiamo abbastanza prove.

Spostiamo l’attenzione altrove. Sappiamo che i prescelti, una volta inghiottiti dai Trico, si “trasformano”, ritrovandosi pieni di tatuaggi che reagiscono con la magia, sia quella bianca che quella nera. Arrivati alla Torre, i prescelti verranno trasformati in energia che andrà ad alimentare il Nido; i loro scarti verranno dati in pasto ai Trico. Momento fondamentale di questi passaggi è la trasformazione che avviene all’interno dei Trico. Provando ad interpretarla, si può pensare che i Trico rendano i prescelti “idonei” ad essere convertiti in energia. Ma cosa succede se uno dei prescelti non viene convertito? Io credo che il protagonista di The Last Guardian rimanga legato alla magia bianca, vista la sua mancata conversione in carburante.

 

Inoltre non bisogna sottovalutare un altro elemento fondamentale: dopo aver distrutto il Signore della Valle, il bambino rimane vittima dell’esplosione, venendo investito e intriso di magia nera, manifestando quell’aura oscura che avvolge anche Mono dopo il suo risveglio.

 

 

 

Proviamo a connettere i pezzi analizzati finora, evidenziati in grassetto nel testo per essere individuati più facilmente.

Il mio ragionamento vede Alius come la fonte della magia nel mondo di Ico.

Ci sono due modi per inquadrare il tutto:

  • la magia esiste da prima dell’avvento di Alius;
  • l’unico capace di usare la magia, inizialmente, era soltanto Alius.

Io analizzerò la seconda, anche perché sulla prima non saprei che pesci prendere.

Se i Trico agiscono perché controllati dal Signore della Valle, allora riescono a connettere i prescelti alla magia bianca anche grazie a lui. Il caso vuole che il protagonista di The Last Guardian si fermi a metà del processo, rimanendo connesso alla magia, senza essere assorbito. Sarà proprio lui a trasmettere l’uso della magia nel mondo, magia che assume un ruolo fondamentale nel culto di Emon, legato all’entità di Dormin, da cui deriva la maledizione nata da Wander, terminata con Ico.

 

Sono consapevole che sono pochi coloro che cercano di guardare tra le righe nelle opere di Fumito Ueda, ma a voi mi rivolgo, chiedendovi cosa pensiate di questo viaggio appena terminato. Probabilmente troverò l’occasione per approfondire altri aspetti, ma per il momento mi fermo qui. Alla prossima,

-ant (da La Locanda di Zio Aristofano)

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