Death Parade – Recensione, analisi e consigli

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Recensione, analisi e commenti sull’anime “Death Parade”

  • Titolo: Death Parade
  • Genere: Fantasy, Psicologico
  • Puntate: 12
  • Durata: 25 minuti

Per poter dare un giudizio più approfondito dell’anime, analizzeremo le seguenti categorie:

Trama – Story Line – Caratterizzazione Personaggi – Giudizio Personale.

in questo caso manca la 5 categoria. Parliamo di un anime psicologico in cui ritengo la Caratterizzazione dei personaggi un aspetto fondamentale.

“Death Parade” – Trama

Cosa c’è dopo la morte? Come si fa a decidere chi merita il paradiso e l’inferno? a quanto pare la soluzione si trova al “Quindecim”, un misterioso bar dove lavora Decim, ragazzo inespressivo dai capelli bianchi. In questo bar si presentano le anime delle persone appena defunte, dove, inconsapevoli del fatto che sono appena decedute, si affronteranno in sfide gestite dallo stesso Decim. Il barista, a seconda del comportamento delle anime e vedendo i ricordi delle stesse, deciderà il loro destino.

Il lavoro di Decim prosegue come al solito finchè non giunge una ragazza sconosciuta che, al contrario degli altri, è cosciente di essere morta cambiando le regole del gioco.

La trama è davvero avvincente, in ogni puntata vediamo coppie di anime diverse, con storie differenti o parallele e ti immedesimi tu stesso nel giudice, chiedendoti fino all’ultimo quale possa essere la decisione finale.

Originale, unico, intraprendente.

Voto 8,5/10

“Death Parade” – Story Line

Nonostante sembri che ogni puntata sia separata dall’altra, trattando ogni volta protagonisti diversi (vista l’alternanza di anime al bar), in realtà fa tutto parte di un filo conduttore nella crescita emotiva di Decim.

Inoltre nonostante ogni puntata sia la storia di due anime diverse, non risultano separate allo spettatore, ma ogni puntata sembra ricollegata all’altra. Davvero ben fatto.

Come avete notato non posso dilungarmi troppo su determinate specifiche per non incappare in spoiler involontari.

Voto 8/10

“Death Parade” – Caratterizzazione Personaggi

Come detto nell’incipit, è un’anime psicologico e questo risulta essere l’aspetto più importante in “Death Parade”.

Decim deve giudicare le anime, cercando di capire la loro storia, il loro carattere e le loro intimità. Decim però non ha sentimenti, non sa cosa siano e come si esprimono. Un giudice che discerne senza conoscere l’argomento. La domanda che mi sono posto la prima volta che ho letto di questo anime è “Come posso dare un’impronta emotiva e caratteriale ad un personaggio che non sa cosa siano le emozioni?”

Da questa domanda mi sono ricollegato mettendo Decim in parallelo ad un famoso personaggio letterario, ovvero Jean-Baptiste Grenouille de “Il Profumo” di Suskind. Grenouille non sa cosa siano i sentimenti e basa tutto ciò che sa dagli odori che percepisce. In maniera simile Decim basa tutto ciò che sa dall’obiettività. Se Grenouille usa il naso, lui usa la vista, senza entrare nei dettagli della psiche umana. Se vedo qualcuno che si comporta male, allora è male, a prescindere dal motivo e dai sentimenti che lo hanno spinto. Non prova empatia, è freddo, glaciale nei giudizi, basandosi solo su ciò che vede.

Rendere questo aspetto del barista del Quindecim non è affatto facile, ma nell’anime rende benissimo, nonostante la totale mancanza di espressività.

Oltretutto “Death Parade” ci catapulta anche all’interno della psiche dei giocatori del bar. Non ci limitiamo a conoscere la loro storia, ma a viverla noi stessi, scoprendo passo dopo passo i ricordi di ognuno, i sentimenti che provano al momento dell’epifania fino alla consapevolezza della morte.

In 12 puntate si susseguono molti personaggi, ma ognuno di essi viene definito fino all’ultimo dettaglio, senza tralasciare nulla. Ma soprattutto vi lascio con un quesito: sarete sempre d’accordo con Decim?

Voto 10/10

“Death Parade” – Giudizio personale

Ovviamente questa parte è puramente personale, ed è quella dove sarò meno obiettivo. L’anime è bello, davvero, ma non è il miglior anime psicologico che sia uscito. Mi spiego meglio.

Prendete Death Note o Parasite. Noi viviamo costantemente nella mente dei protagonisti, viviamo ciò che accade, il dramma, la paura, la gioia. In Death Parade ciò non accade, ma non per mancanza di bravura nella stesura dello stesso, ma per mancanza di emozioni del protagonista. Fare un anime psicologico su un personaggio che non ha psicologia è difficile. Ci sono riusciti, ma determinate dinamiche in determinate serie dello stesso tipo risultano comunque più efficaci.

Voto 6/10

VOTO COMPLESSIVO 8+/10

A chi lo consiglio? Agli amanti del genere psicologico e a chi cerca anime diversi dai normali combattimenti e superpower

A chi lo sconsiglio? A chi non trova interessante la visione psicologica negli anime, risulterebbe troppo noioso

Avevate già visto “Death Parade”? Come lo avete trovato?

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