Dragon Ball Super: Analisi Capitolo 29

744

Dragon Ball Super: tante belle tavole nel ventinovesimo capitolo del manga.

Dinamico. Incalzante. Affascinante.
Questi sono i tre termini che meglio descrivono il nuovo capitolo di Dragon Ball Super.

La battaglia degli dei (quella vera per davvero) è bellissima, soprattutto perché finalmente gli dei fanno quello per cui sono stati creati: combattono per uccidere. Lo scontro è crudo, vario e disegnato perfettamente. Nello scorso commento sottolineavo come Toyotaro stesse iniziando a caratterizzare gli dei. In questo capitolo la caratterizzazione continua, vengono approfonditi gli stili di combattimento di altri dei, in particolare Belmod, Liquir, Heles e Rumshi (perdonate eventuali errori nei nomi).
In particolare dobbiamo concentrarci su Belmod: a differenza degli altri dei sembra più scaltro e manipolatore essendo l’unico ad aver finito di essere stato sconfitto per evitare una brutta fine al termine dello scontro. Quasi sicuramente questi particolari verranno ripresi in seguito.

Come anticipato, la battaglia viene interrotta sul più bello per volere di Zeno, che non riesce a seguire lo scontro. Si conferma la teoria secondo cui Zeno non è il personaggio più forte per come lo intendiamo noi (un pensiero va a quelli che si lamentano che in Dragon Ball è monotono il fatto che vengano introdotti a caso nemici sempre più potenti e gne gne), ma è semplicemente colui che non può essere sconfitto, per legge di natura (anche se vi ho già detto come la penso, tra qualche periodo vi rinfrescherò le idee).

A questo punto tocca a Goku e Toppo combattere, in modo che Zeno possa assistere ad una battaglia meno caotica e alla quale possa approcciarsi meglio. A differenza di quanto pensavo, non c’è alcun accenno al lato “giustiziere” di Toppo, a questo punto mi chiedo persino se i Pride Troopers verranno introdotti.
Su ordine di Zeno, Goku ci mostra tutte le sue trasformazioni (pure il Super Saiyan 3, che bello 😋) e Toppo riesce a tenergli facilmente testa, finché, con lo stupore di tutti, Goku si manifesta come dio. Segue un potenziamento di Toppo, il quale sembra assorbire il ki all’interno del suo corpo, un po’ come fanno ultimamente Goku e Vegeta con il Super Saiyan Blue. Lo scontro, pur essendo breve, è bellissimo e brutale. Goku, dopo essere stato sconfitto, viene a sapere dell’esistenza di Jiren, il mortale più forte di un dio.

Una piccola curiosità: Goku, proprio come con gli dei della distruzione, non riesce a percepire totalmente l’aura di Toppo. Tutto ciò va a confermare il fatto che, teoricamente, il ki divino può essere immaginato come un altro tipo di ki (ricordate Naruto con il chakra blu e rosso?) che può essere sbloccato da chiunque, ovviamente con uno sforzo immane. Goku, che lo ottiene tramite un processo particolare, rappresenta l’eccezione (avevo già approfondito la questione in un articolo che potete trovare cliccando qui).

Il capitolo è disegnato b e n i s s i m o, la dinamicità che riesce a trasmettere è incredibile. E quant’è bella la faccia di Goku dopo che incassa il calcione di Toppo?

Dai che forse tra qualche capitolo inizia il Torneo. Io non vedo l’ora, e voi?

-ant (da La Locanda di Zio Aristofano)

P.S. Imbruttita ai fan di Dragon Ball GT quando viene detto che la quarta trasformazione di Goku è lo stadio God.

Commenti Facebook

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here