Dragon Ball Super: Commento Episodio 77

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È iniziata. Finalmente la saga che attendevamo sin dai tempi del torneo di Champa è iniziata.
Prima di discutere dell’episodio è d’obbligo parlare della sigla, davvero ben fatta e un po’ troppo spoilerosa. Tra tutte le anticipazioni che ci vengono fornite, meritano una menzione quei pochi secondi che ci mostrano un Goku Super Saiyan Blue avvolto da un’aura rosso sangue, con uno sguardo diverso dal solito, molto simile a quello di Black: nuova trasformazione, nuovo personaggio o scelta grafica? Escluderei la seconda opzione, aggiungere un altro personaggio simile a Goku sarebbe troppo ripetitivo. Potrebbe essere una nuova trasformazione, anche perché non ne vediamo di nuove dalla saga di Frieza, anche se quello sguardo non mi convince proprio. Staremo a vedere.

Fatta eccezione per l’introduzione, che ci mostra il divertente passatempo dei due Zeno, l’episodio è suddiviso perfettamente in due metà, una ambientata nel mondo degli umani, l’altra in quello degli dei.
Accortosi di essere arrugginito, il nostro Saiyan decide di contattare Whis per allenarsi. Recatosi da Bulma per chiedere a Vegeta di unirsi a lui, Goku scopre che la sua prima compagna di viaggio è incinta (alla faccia di tutti quelli che criticavano la mancanza della piccola Bra).
Per stare vicino alla moglie nel momento del bisogno, Vegeta rifiuta di allenarsi con Goku. Riesco già a sentire le grida dei critici letterari (gli stessi che si destarono per l’occasione del tanto odiato balletto fatto durante la saga di Bills) che urlano all’errore, all’incoerenza, PERCHÈ VEGETA È L’ORGOGLIOSO PRINCIPE DEI SAIYAN E NON ACCETTEREBBE MAI CHE IL SUO RIVALE SI ALLENI SENZA DI LUI!!!😡😡
Ma stiamo parlando dello stesso Vegeta? Mi sa proprio di no. Il Vegeta di cui vi parlo è il Vegeta del dualismo Saiyan-Uomo, è il Vegeta che non pensa due volte prima di sacrificare sé stesso per eliminare Majin Buu, è il Vegeta che è disposto a mettersi in ridicolo per evitare che l’essere più forte dell’Universo 7 faccia del male alla sua famiglia, è il Vegeta che nonostante tutto continua a mantenere in sé l’orgoglio e la voglia di migliorare tipica dei guerrieri Saiyan. Ed è il Vegeta a cui scappa un sorrisino al pensiero della nascita di una figlia, è il Vegeta disposto a restare indietro al suo rivale di sempre, pur di stare vicino a sua moglie. Sono questi gli ingredienti della ricetta del Vegeta che conosco, diffidate dalle imitazioni.

Se la prima parte dell’episodio mantiene i classici toni leggeri e scherzosi a cui siamo abituati, la seconda si fa man mano più “dark”, accompagnata da uno stile di disegno dai tratti marcati e dalle tonalità cupe, che calza a pennello con la tensione e il costante presagio di fine che aleggia nell’aria.
La parola giusta per descrivere quella sensazione che ho provato durante l’ultima parte dell’episodio è “ambiguità”.
Il desiderio di Goku di dare inizio al torneo fra gli Universi può sembrare una semplice richiesta di un bambino mai cresciuto, ma forse per la prima volta in Dragon Ball sarà una scelta così apparentemente banale a determinare la sofferenza di molti. Perché? Perché ad organizzare il torneo sarà Zeno.
La natura di Zeno è ambigua, perché come Bills ci ricorda “sarà anche innocente, ma è questa sua innocenza a renderlo pericoloso”. Proprio come in un bambino, gli impulsi che muovono Zeno sono semplici: il piccolo Re si vuole divertire, non curante delle conseguenze. Dietro una semplice scacchiera si cela una distruzione senza fine, 202 pianeti accompagnati nella loro scomparsa da una sottile e fanciullesca vocina. Mi aspetto molto da questo personaggio, in particolare sono curioso di scoprire che ruolo avrà la sua controparte futura. In giro leggo alcune ipotesi sulla malvagità di Zeno del futuro, basate su alcuni “indizi” un po’ troppo fraintendibili. Magari ci farò un post. O magari no.

Ma il personaggio più ambiguo, uno dei miei preferiti in Dragon Ball Super, è Bills.
Il dio della distruzione, nella sua prima comparsa, era visto da tutti come un essere pericoloso, da cui stare alla larga. Dopo aver risparmiato la Terra, quello che tuttora ritengo sia il nemico principale della serie si è “messo da parte”: sempre presente al fianco dei protagonisti, le sue azioni si limitavano ad un “mangia di qua e intimorisci di là”. Involontariamente abbiamo dato (quasi) tutti per scontato un cambiamento in Bills, vedendolo in rapporti tutto sommato amichevoli con i vari personaggi. Beh, è probabile che chi ha pensato tutto ciò abbia sbagliato di grosso.
Il comportamento docile del dio della distruzione non è certo dovuto a rapporti di amicizia nati con i protagonisti, ma a due motivi principali: la sua ghiottoneria e la voglia di veder crescere Goku e Vegeta, coltivandoli come potenziali rivali, compagni di divertimento e successori nella sua carica di Dio della Distruzione.

Perché sto perdendo tutto questo tempo a parlare di Bills? La risposta alla domanda è una domanda, alla quale probabilmente non avremo risposta.
La domanda è: “Se Goku non avesse premuto in tempo il pulsante per andare da Zeno, Bills l’avrebbe distrutto davvero?”. Secondo me, coerentemente con l’analisi fatta poco fa, si. Bills non è amico di Goku, Bills è innanzitutto il dio della distruzione dell’Universo 7 e in quanto tale non avrebbe pensato due volte ad evitare che l’ingenuità del Saiyan combinasse danni irrimediabili, come alla fine è successo.

L’episodio si conclude con la decisione dei due Zeno di organizzare l’evento: i destini dei combattenti iniziano ad intrecciarsi, il Torneo del Potere ha inizio.
Come al solito vi chiedo di farmi sapere la vostra, in particolare sulla questione Bills.
 

-ant (da La Locanda di Zio Aristofano)

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