Jessica Jones s02x10-11 – Non ti fermerai più

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Jessica Jones

La recensione episodio per episodio della seconda stagione di Jessica Jones, per chi è troppo impegnato per fare maratone ma vuole comunque spazio per discutere

Al termine della visione degli episodi 10 e 11 della seconda stagione di Jessica Jones è chiaro comprendere che gli eventi qui narrati sono lo step a cui si puntava da un po’. Gli episodi precedenti hanno diluito i pochi elementi validi presenti, soprattutto quelli veramente necessari alla narrazione.

Non per questo – precisazione doverosa – le due puntate in questione risultano ottime. Senza dubbio spiccano sulle altre.

Sia la serie che il personaggio di Jessica Jones sono icone femministe. Se poi vogliano esserlo o vogliano diventarlo o lo siano già a tutti gli effetti sembra variare a seconda della nostra percezione della serie.

Le donne della serie affrontano un percorso che le vuole in pari con l’uomo, senza esserne una copia e senza avvalersi di particolari stereotipi. L’episodio 10 mette in luce questa lotta, avvalendosi di un nuovo personaggio secondario ma ammiccando anche alle situazioni di vita comune e di lavoro. Un grande vantaggio della trattazione di queste tematiche è il giusto spazio che si dà ai lati negativi di queste donne, non perpetuando una cieca operazione estremista ma cercando di imbastire una narrazione coinvolgente.

Non a caso, due personaggi per i due sessi mostrano una rara importanza narrativa: si parla del Dr. Karl Malus e di Jeri Hogarth. Il primo è coinvolto in molti mali che hanno colpito Jessica e la madre, riuscendo a tenere inconsciamente ancora sotto scacco Alisa; nonostante questo gli viene offerta possibilità di salvezza. Jeri, invece, che da sempre rappresenta la tenacia e la forza sociale delle donne, è costretta a patire un’amara sconfitta.

Non si narra una rivalsa femminile attraverso la stereotipizzazione dei sessi, vengono piuttosto segnalati e affrontati comportamenti di universale e pessima natura.

Jessica Jones

K. K.

Nell’episodio successivo, difatti, Jessica si mostra sempre più in procinto di divenire come Kilgrave, di sposare quel comportamento e quelle azioni ancora cose vivide nella sua testa.

La reintroduzione indiretta di Kilgrave è stata una mossa audace quanto il non aver incluso un vero villain in sceneggiatura. Ma se quest’ultima caratteristica si sta rivelando una vera e propria arma a doppio taglio, Kilgrave non può che suscitare un cenno di profonda simpatia nello spettatore.

Forse questo genererà uno sviluppo controproducente perché, terminata questa parentesi, noi saremo soli contro altri ben due episodi.

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