L’amalgamazione di Sheldon Cooper

Un cocktail di fisici

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Sheldon Cooper

Chuck Lorre e Bill Prady hanno regalato agli appassionati di serie TV uno dei personaggi più amati e bizzarri della TV americana: Sheldon Cooper, protagonista della fortunatissima sit-com “The Big Bang Theory”.

Ma forse non tutti sanno che Sheldon Cooper è ispirato nei suoi modi, nelle sue battute e persino nelle sue idiosincrasie, a fisici realmente esistiti e a dialoghi o avvenimenti accaduti loro. Ecco perché ho deciso di estrapolare alcune di queste citazioni per condividerle con voi.

La prima cosa che salta all’occhio è il carattere di Sheldon Cooper, il suo essere così eccentrico, le sue paure, la sua repulsione per il contatto fisico nonché la sua incapacità di comprendere il sarcasmo o i doppi sensi, ma tutti questi elementi non sono altro che l’esasperazione o la parodia di molti atteggiamenti comuni ai maggiori fisici del nostro tempo. Vediamo di approfondirne alcune.

Una delle passioni che accomuna i fisici è quella per i treni. Basti pensare a Niels Bohr, Albert Einstein, Louis de Broglie o a Owen Willans Richardson.
Durante i primi anni del ‘900 non era insolito che i fisici si dessero appuntamenti presso le stazioni ferroviarie o a bordo dei vagoni per viaggiare insieme e discutere delle ultime teorie, questo perché per loro i treni rappresentavano una sorta di ordine in un universo così caotico.
Addirittura Niels Bohr era talmente ossessionato dai treni che a tavola era solito arrotolare delle molliche di pane per formare i vagoni di un treno e poi spingerle, lungo binari immaginari, usando la punta del coltello.
Ecco perché nemmeno il nostro amato fisico texano può rinunciare a una bella gita in treno o a giocare con uno di essi.

Una delle caratteristiche invidiabili di Sheldon Cooper è certamente la sua memoria eidetica, grazie alla quale è capace di ricordare ogni evento vissuto, ogni frase pronunciata in sua presenza e, in generale, ogni fatto accaduto durante la sua esistenza, peculiarità appartenente anche a Marie Curie, Albert Einstein e Louis de Broglie.

Ma questi tre scienziati condividono con Sheldon Cooper anche  la difficoltà nel comprendere alcune delle norme sociali più diffuse, nonché del seguire le mode e anche l’incapacità di mantenere un alto numero di amicizie per tutta la vita, infatti tutti avevano solo un limitato numero di amici.

Anche la ritrosia per il contatto fisico caratterizzava fisici come Einstein e Bohr che restavano spesso immobili durante un abbraccio per poi definirlo un rituale inutile.

Molti fisici del passato erano rinomati per essere persone oneste e amanti delle regole, a tal punto che molti tenevano d’occhio l’orologio per scandire le loro giornate secondo dei rituali ben precisi. Un po’ come fa il nostro Sheldon con la sua “rotazione dei pigiami”, lo “schema delle cene” o la “tabella dei movimenti intestinali” e a proposito di quest’ultima non posso non citare Max Born che era solito usufruire del bagno tra le 7.00 e le 7.15 del mattino.

Louis de Broglie si faceva tagliare i capelli il primo giovedì di ogni mese senza alcuna eccezione e, anche in questo caso,  non si può non pensare all’episodio “La destabilizzazione del capello” -5×18- durante il quale il barbiere di Sheldon finisce all’ospedale e non può così tagliargli i capelli, ciò provocherà un radicale sconvolgimento nella vita di Sheldon che abolirà tutti i suoi rituali giornalieri, giungendo persino a suonare dei bonghi alle tre di notte come il fisico Richard Feynman.

Infine, Owen Willans Richardson, amava creare dei contratti ad hoc per ogni cosa, magari non aveva un “contratto tra coinquilini” o un “contratto tra fidanzati”, però contrattualizzava le più disparate situazioni, come gli acquisti o delle semplici chiacchierate, mettendo in evidenza il motivo dell’azione, le conseguenze e persino lo stato d’animo.

Per quanto riguarda la personalità “robotica” di Sheldon Cooper credo che essa sia l’inevitabile risultato ottenuto mescolando un pizzico di Paul Adrien Maurice Dirac, una manciata di Niels Bohr e una dose abbondante di Wolfgang Pauli.

Paul Dirac, era un uomo alto e magro con una particolare propensione per i numeri e i cui rapporti con le ragazze erano assai limitati e sempre di tipo platonico (non riesco a non pensare alla povera Amy e ai suoi tentativi di seduzione).

Niels Bohr aveva un carattere particolare ed era sempre ossessionato da qualcosa, tanto che delle notti non riusciva nemmeno a dormire, inoltre si proponeva di risolvere ogni cosa usando la logica e il metodo scientifico e, infine, non sopportava chiunque sostenesse teorie differenti dalle sue.

Ma, sicuramente, la personalità più affine a quella di Sheldon Cooper è quella di Wolfgang Pauli, il quale era solito considerarsi al di sopra di tutti, soprattutto per via della sua mente brillante e della sua altissima istruzione, che lo avevano reso famoso in ambito scientifico, purtroppo quella stessa mente di primo ordine era anche alla base dei suoi problemi relazionali, infatti era solito non prestare attenzione alla sua vita affettiva e perdere totalmente il contatto con le proprie emozioni, il che comportava un’inevitabile difficoltà nello stabilire relazioni con gli altri.

Una cosa che mi ha sempre fatta ridere è la paura di Sheldon per i volatili e, in particolare, per le galline. Questa fobia è imputabile ad un episodio realmente accaduto ad un giovane Albert Einstein che all’età di 7 anni venne inseguito da un pollo, il quale lo costrinse a rifugiarsi su un albero. Ma c’è di più: in seguito a quell’esperienza Einstein decise di costruire, nella sua camera, un raggio della morte ad ultrasuoni, e quello stesso raggio viene citato nella puntata 1×04, sebbene le intenzioni di Sheldon fossero diverse da quelle di Einstein che voleva solo spaventare gli uccelli, mentre Sheldon voleva farla pagare al governo per avergli impedito di costruire una centrale che rifornisse tutti di elettricità gratuita.

Un simpatico aneddoto di cui voglio rendervi partecipi è presente nell’episodio 9×19, “La diversione della saldatura”, durante il quale Sheldon confessa ad Amy di avere un grande segreto, infatti lui è un accumulatore seriale, in quanto nel corso della sua vita non ha mai gettato via nulla, ma ha accumulato ogni cosa all’interno di un magazzino.

Proprio come Sheldon Cooper, anche Pierre Nolf, aveva l’abitudine di accumulare in una stanza tutti gli oggetti posseduti durante la sua vita; aveva persino una busta di carta contenente tutte le altre buste di carta, mentre Sheldon raccoglie in un sacchetto di plastica tutte le busta in plastica che ha avuto.

Chiudo citando due episodi contenenti riferimenti a fatti realmente accaduti.

Episodio “La macchina del tempo” (1×14)
Durante la puntata vediamo Sheldon prendere un panino e lamentarsi della disposizione degli ingredienti al suo interno. Chi aveva un problema simile era Irving Langmuir, il cui sandwich doveva essere rigorosamente costruito seguendo questo ordine: pane, lattuga, pomodoro, roast beef, cetriolo, emmenthal, indivia, spruzzatina di limone e pane. Se gli ingredienti non seguivano questo ordine allora lui si rifiutava di mangiare, si alzava dal ristorante e non ci tornava più.

Episodio “La germinazione delle erbe aromatiche” (4×20)
Durante questa puntata Sheldon si reca in libreria, dove Brian Greene sta promuovendo il suo libro, e assistiamo ad uno scambio di battute tra i due, tramite le quali Sheldon offende il prof. Greene denigrandone il lavoro di divulgatore scientifico e invitandolo a leggere libri alle persone anziane invece di tenere conferenze di divulgazione. Il prof. Greene non sa bene cosa rispondere, ma alla fine Sheldon conclude dicendo “ Sto scherzando, sono un suo ammiratore”.
In realtà questo dialogo è realmente avvento tra Paul Dirac e un professore che scriveva libri di divulgazione fisica e matematica.

Scusate se mi sono dilungata, ma i riferimenti sono così tanti che non sapevo quali omettere e quali includere, alla fine ho deciso di scrivere i miei preferiti e lasciarne altri da parte magari per una prossima volta!

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