One Piece, Katakuri: “Ciò che è buono è necessariamente bello, ciò che è bello e necessariamente buono?”

1830

Analisi del capitolo 893 di One Piece

L’ultimo capitolo desta emozioni contrastanti: da un lato abbiamo uno svolgimento dei fatti un pò troppo forzato e macchinoso (pare difficile che uno dei Dolci Comandanti possa divenire lo zimbello di turno per una mera caratteristica fisica, tra l’altro agli occhi di persone che fino a pochi attimi prima lo idolatravano) che sarebbe stato evitabile qualora fosse stato dato spazio, in precedenza, al rapporto tra Katakuri e Flampe, dall’altro torna a mostrarci un combattimento crudo come piace a noi cresciuti a pane e Toriyama, caratterizzato da un nuovo tema: la kalokagathia, o almeno il suo superamento.

Chi ha fatto il liceo classico la ricorderà, per gli altri basta sapere che si tratta dell’ideale di contemporanea perfezione fisica e morale dell’uomo (il nome deriva dall’espressione “kalòs kai agathòs”, bello e buono) nella cultura dell’antica Grecia: onnipresente nei testi omerici, si può riassumere con “ciò che è buono è necessariamente bello, ciò che è bello e necessariamente buono”. Gli eroi omerici sono sempre in perfetta forma fisica e di bell’aspetto, mentre i personaggi negativi, come il codardo Tersite, sono sempre o spesso di aspetto ridicolo.

Kalokagathia

E’ proprio la kalokagathia l’ideale che viene meno per Flampe ed i suoi accoliti, al momento della vista della mostruosità e parziale ridicolezza del volto di Katakuri; ma ciò che rende il capitolo così comunicativo ed emotivamente forte è la risposta di Katakuri stesso, l’Ambizione del Re Conquistatore, che si va a sommare alla menomazioni inflittasi poco prima, a riprova d’una forza ed un autorità morale ben superiore agli altri figli di Big Mom.

One Piece, ricordiamolo, è un manga che in fondo parla di un ragazzo idiota con un potere ridicolo che sogna di mettere le mani sul più grande tesoro che sia mai esistito.

Insomma, proprio come Katakuri, Rufy è ridicolo, ma la sua forza d’animo gli ha permesso di arrivare a sfidare direttamente i Quattro Imperatori. L’Ambizione del Re non è che la manifestazione fisica, all’interno della narrazione, della superiorità morale di Rufy e Katakuri e più in generale della superiorità di questo tipo di personaggio in tutto One Piece. Ed ecco che il capitolo di ieri è rappresentativo di questo intero aspetto dell’opera di Oda: la “kalokagathia“, tipica delle culture antiche ma ancor oggi messa talvolta inconsciamente in atto dal lettore viene spazzata via dalle due tavole finali.

-Tom-

Commenti Facebook

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here