Shingeki no Kyojin, capitolo 89: La riunione – Analisi

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la riunione

La riunione: capitolo 89 de L’Attacco dei Giganti. L’analisi contiene spoiler.

Dopo la “trilogia” di capitoli dei mesi scorsi (86-87-88) che ha scavato nel passato di Grisha riservandoci moltissimi colpi di scena, Isayama ci porta un numero 89, intitolato La riunione, di “stasi”, che nasconde tuttavia degli elementi di non poca rilevanza. In particolare, il capitolo in questione, da un lato ci riporta al presente, facendoci assistere agli eventi seguenti al ritorno dei sopravvissuti dell’armata ricognitiva, ma dall’altro, copre alcuni punti incerti lasciati aperti nel corso della storia, condendo il tutto con un “wtf” finale, che sconvolge più o meno tutti gli schemi mentali che ognuno di noi può aver fatto finora sulla macrostoria del mondo di SnK. Ma procediamo con ordine, e iniziamo ad analizzare il capitolo dall’inizio.

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La situazione presentata è la stessa a cui eravamo rimasti: Eren e Mikasa sono ancora nelle loro celle, dove scontano la pena inflitta per essere andati contro gli ordini di Rivaille.
“Che stai facendo? Stavi per farlo vero?”.
C’è un’aria strana che aleggia per tutto il capitolo, e che riguarda l’atteggiamento di Eren. L’erede dello “Shingeki no Kyojin”, infatti, appare molto stressato, tanto che all’inizio del capitolo sembra voglia trasformarsi in gigante per motivazioni non chiare. La cosa che più è ”strana” della situazione, è che tutti i presenti additano questo comportamento come una specie di crisi adolescenziale, e dico che è strana, non perché lo è come cosa in sé (cioè per il fatto di essere stressato), ma per come viene trattata. Cerco di spiegarmi meglio. È palese che Isayama voglia mettere in risalto il comportamento di Eren, dato che gli dedica le pagine d’apertura del capitolo, tuttavia, la cosa viene liquidata senza tanti complimenti, e addirittura, fatta oggetto di gag verso la fine. Detto questo, credo che sia logico pensare che la questione è più importante di quanto sembri, ma che Isayama, per il momento, la voglia lasciare nell’ombra, facendola crescere gradualmente, fino al punto in cui “crisi adolescenziale” sarà l’ultima delle definizioni adatte a descrivere il problema. Ma quale problema? Personalmente, credo che Eren stia portando alla luce i primi sintomi della VolontàDelRe©: aver fatto chiarezza sulle proprie “origini” e aver recuperato parte della memoria del padre, credo abbiano portato Eren ad acquistare maggiore controllo del potere del gigante progenitore, che quindi sta iniziando a risvegliarsi in maniera “completa” in lui, “innescando” anche il volere del 145° re (che sapevamo tutti essere una specie di checca depressa, quindi tutto quadra). Come ho detto prima, credo che per ora questo elemento rimarrà parzialmente in disparte, ma in futuro, è possibile che invece avrà un’importanza determinante.

Nella sequenza successiva, Isayama riprende il discorso Ymir. No, non Ymir la dea, ma quella che a momenti si scopava Historia. Insomma, l’Ymir dei povery. Vi informo sin da ora che non ho intenzione di prolungarmi su questa parte, in quanto reputo che ci siano argomenti più significativi da trattare all’interno del capitolo.
Veniamo a conoscenza delle sue origini e dei suoi trascorsi all’interno nel regno di Mahle, dove un uomo (un eldiano quasi certamente), sfruttando la solitudine e la povertà che la sua condizione da orfana le imponevano, la sfruttò per il suo rendiconto personale, spacciandola per una sorta di discendente della dea Ymir. Com’era prevedibile, quindi, non vi era nessun collegamento materiale fra le due Ymir, e il motivo per cui la nostra portava quel nome, essenzialmente, era legato all’appartenenza ad un culto della sua omonima divinità. Viene anche presa in esame la questione riguardo la sua caratterizzazione, alla quale viene data finalmente compiutezza.
Personalmente ho apprezzato questo mini-flashback, in quanto era pur sempre qualcosa di necessario (data l’attenzione di Isayama per la caratterizzazione dei personaggi), ed inoltre, il modo in cui il tutto è stato reso, ha contribuito a renderlo molto chiaro e scorrevole. Proseguiamo con l’analisi.

Veniamo alla parte “illustrativa” del capitolo, a cui prima avevo accennato. Da un piccolo frammento delle memorie di Grisha, ci vengono forniti ulteriori dettagli circa i giganti e la situazione generale all’interno di Mahle, che vanno ad aumentare ancor di più l’abbondante mole di conoscenze di cui già disponevamo. Nulla di troppo importante però, come ho detto, solo “dettagli”. Sostanzialmente, è rivelato che i mahleani continuano a tenere in vita gli eldiani rinchiudendoli in ghetti, unicamente per la caratteristica che questi hanno di trasformarsi in giganti di estremo potenziale distruttivo, e quindi, per sfruttarli come armi contro potenziali minacce. La loro posizione, tuttavia, “recentemente” è stata messa in bilico dalle difficoltà riscontrate nel controllarli. Di conseguenza, vista questa problematica che porta gli eldiani a rappresentare una minaccia anche per gli stessi mahleani, all’interno del regno è nata una fazione contraria al voler continuare a mantenere in vita la parte rimanente del popolo di Eldia, della quale invece vorrebbe disfarsi. L’elemento in questione, a mio parere, ha la funzione di abbozzarci la situazione di Mahle: infatti, questo tasselo, insieme a quello che vede il regno voler conquistare Paradis per ottenere le sue risorse naturali da utilizzare per progredire le proprie tecnologie belliche, sottintende che la posizione di Mahle nel continente è minacciata da altri stati, che quindi dovrebbero possedere armi o strumenti, in grado di contrastare il potere dei giganti, se non di superarlo.
C’è da dire che comunque non credo che l’elemento in questione non ricoprirà una grande importanza nella storia del fumetto, se non a livello di motivazioni dei protagonisti. Ciononostante apprezzo questo tipo di dettagli, in quanto anche se sono piccolezze, ci fanno comprendere cose ben più ampie di quel che sembra.
Comunque, sempre riguardo alle nuove informazioni, finalmente viene riconosciuto un nome per la nostra categoria preferita di giganti (o perlomeno la mia) i “mindless titan”, ai quali d’ora in poi si ci dovrà riferire come “giganti puri”.

Ed ora la parte interessante. Segue una delucidazione di Krueger a Grisha sulla condizione dentro le mura, che vede il Gufo parlare di questioni come l’eliminazione della memoria degli eldiani, oppure la non belligeranza del re. Tuttavia, c’è qualcosa che non quadra in tutto ciò. Come fa la spia eldiana a sapere cosa succede effettivamente al di qua della muraglia? Infatti, nessuno, se non il re (e i non-eldiani che però furono costretti al silenzio), avrebbe dovuto conoscere il particolare dell’eliminazione della memoria degli abitanti delle mura. Inoltre, una volta erette le cinta, questa informazione non sarebbe dovuta fuoriuscire, perché l’unico che potenzialmente avrebbe potuto fare ciò, era proprio il re, di cui però sappiamo il “carattere”. Inoltre, la possibilità che il 145° erede di Ymir abbia informato anche di questo dettaglio i “re continentali” (nella lettera di cui Kruger conosceva il contenuto), ai quali aveva rivelato il suo “patto” col gigante progenitore, a mio parere è da escludere. Così facendo, avrebbe contribuito a passare un’immagine di sé totalmente iniqua e scialba, e ciò l’avrebbe resa facile preda ai loro occhi. L’unica cosa che mi viene in mente, è che inizialmente, dentro le mura doveva esserci un altro gigante senziente, di preciso lo Shingeki no Kyojin. In un primo momento, questi sarebbe dovuto essere dalla parte del re, l’avrebbe dovuto seguire fino a Paradis, però, dopo aver capito le sue intenzioni, e dunque, che non avrebbe più combattuto per il suo popolo, avrà deciso di abbandonarlo, per tornare a Mahle, dove avrebbe cercato di portare avanti un piano finalizzato a rubare il potere del gigante progenitore, in modo tale da poterlo usare nella maniera che riteneva più idonea, e cioè, in difesa del suo popolo. Dunque, in sostanza, Kruger dovrebbe sapere questi dettagli per la memoria condivisa che ognuno dei discendenti dei 9 giganti dovrebbe avere. Questo ragionamento comunque, è basato sull’assunto che il dettaglio dell’eliminazione della memoria degli eldiani nelle mura, non facesse parte della informazioni contenute nella lettera. Può anche essere che effettivamente, il re Fritz, abbia portato al corrente i re continentali su tutta la questione, non curandosi di mettere in cattiva luce il suo regno. Il motivo che prima mi ha spinto a dire che Fritz avrebbe taciuto determinati elimenti, era perché credo che il rapporto che lega i due schieramenti non sia di tipo “amichevole”. In particolare, penso che l’unica cosa che li accomuna è l’essere eldiani, e il motivo per cui il 145° re abbia lasciato una lettera anche per loro, fosse per convincerli di non tentare di riportare in auge l’impero di Eldia (anche se il come avrebbero potuto farlo mi sfugge, dato che non predisponevano di alcun gigante senziente), e quindi in sostanza, di seguire la propria linea di pensiero di non belligeranza. Quest’idea comunque, è tanto valida quanto quella che vede il re Fritz e quelli continentali essere in un rapporto di amicizia, e dunque in vista di questo, lettera sarebbe anche potuta essere un “addio” ad un alleato. Il motivo per cui ho dato per buona la prima ipotesi, era che, semplicemente, era più in linea col tono “non amichevole” che sembrerebbe essere stato usato nella lettera. Nonostante tutto, l’idea che Kruger sapesse tutto grazie allo Shingeki no Kyojin rimane in piedi.
A questa conclusione, infatti, si ci può tranquillamente arrivare anche senza prendere in considerazione il dettaglio dell’eliminazione della memoria degli eldiani nelle mura. Il solo fatto che Kruger sappia della lettera ai re continentali indica che le sue conoscenze vanno oltre quelle custodite da Mahle, perché abbiamo la prova che i mahleani non conoscono il contenuto della lettera, dato che continuano a credere nella minaccia del 145° re. Per cui, siccome molto verosimilmente Kruger non ha mai avuto rapporti con altri paesi al di fuori di Mahle, la conoscenza del contenuto della lettera, e dei dettagli della condizioni di vita dentro le mura, provengono dall’unica altra fonte per lui possibile, e cioè, la sua memoria da gigante. Per cui, lo Shingeki no Kyojin dovrebbe essere l’altro gigante non in possesso di Mahle. Oppure Isayama si droga ed è un’enorme incoerenza. Chissà.

Ed infine, passiamo alla parte finale. Sarò diretto. Cosa cazzo succede? Sarò breve sulla questione, in quanto voglio farne un post a parte in cui la eviscero compiutamente. Per il momento vi dirò unicamente che questo elemento porta in SnK il fattore “viaggio nel tempo”, in quanto Isayama fa nominare a Kruger Armin e Mikasa, proprio per far capire che vi fosse un’influenza del presente sul passato (quindi escluderei che fosse una specie di “clickbait”). Ho pensato a diverse soluzioni, una delle quali vede il potere del gigante progenitore influire sulle memorie degli eldiani senza limitazioni temporali, e quindi, anche agendo sul passato (per intenderci, una specie di potere alla Bran Stark). In ogni caso, la questione della rottura del piano temporale, a meno che non sia fatta a regola d’arte, porta sempre ad incoerenze e loop, per cui, inizio a temere seriamente per il futuro del fumetto. Speriamo che Isayama non ci deluda.

Bene, anche per questo mese è tutto. Mi scuso ancora per l’enorme ritardo, ma il commento di Sherlock, ed altri impicci personali, mi hanno occupato più del previsto. Spero di fare prima col numero 90.

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