Shingeki no Kyojin Capitolo 90 – Analisi

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ATTENZIONE: SPOILER PER CHI NON SEGUE IL MANGA

 

Salve a tutti, e bentornati alle nostre riflessioni sui capitoli di snk

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Prima di iniziare, vorrei ricordarvi che finalmente ho completato la mia famosa time-line su tutte le robe accadute nel mondo di Isayama (che potete trovare qui). Mi piacerebbe moltissimo vedervi sostenere la time-line, in quanto ci tengo particolarmente :).

Bene, ora che ho spammato la mia ultima fatica, possiamo iniziare :v.

Capitolo tondo per Shingeki, che si avvicina al numero 100 e, sembrerebbe, alla sua conclusione.

Questo capitolo infatti, ha un forte sapore di “fine”, o comunque, si differenzia moltissimo dagli altri, con la conseguenza che quello che lascia una volta conclusa la lettura, è una sensazione di “strano”. Ma andiamo con ordine, ed analizziamo il capitolo com’è nostra consuetudine fare, dall’inizio.

 

Il capitolo si apre nello stesso punto in cui avevamo lasciato la situazione il mese scorso. I militari sono ancora in riunione, a discutere sulle ultime scoperte dell’armata ricognitiva, ma si trovano davanti ad un problema: è meglio informare la popolazione delle mura sulla verità dietro ai giganti, oppure conviene lasciarli nella beatitudine della loro ignoranza seguendo l’esempio del vecchio governo? Per Dot Pixis, la decisione è categorica: bisogna assolutamente divulgare queste notizie al popolo, in quanto altrimenti, non ci sarebbe alcuna differenza con il vecchio regno. Si noti quindi come la figura di Pixis, rimanga sempre quella dell’uomo votato al bene collettivo, qualsiasi sia la situazione. Sia con la breccia del Wall Rose, sia con il colpo di stato di Elvin, sia con questa faccenda, Pixis si è sempre dimostrato essere un uomo con gli occhi voltati verso il popolo, ed anzi, aggiungerei anche, che è uno dei pochi militari di alto rango, che agisce dando la precedenza al bene dell’umanità. Vogliate scusarmi questa digressione, ma non avevo mai parlato prima d’ora di questo personaggio, e dunque, visto che la situazione lo permetteva, ho reputato calzante inserire la mia personale considerazione a riguardo.

Tornando a noi. Il canale d’informazione scelto dal governo è il giornale Berg, dei quali responsabili avevamo fatto la conoscenza tempo addietro, durante la sequenza narrativa del colpo di stato di Elvin. La ripresa di questi personaggi marginali alla trama, testimonia una caratteristica del manga di cui gia avevamo discusso in passato, e cioè, la maestria con cui Isayama riesce a dosare la presenza nelle vicende dei personaggi secondari, non lasciando mai che questi diventino delle specie di espedienti narrativi, da usare unicamente per sbrigliarsi da un problema limitato ad una singola situazione, per poi scartare completamente. Ecco che quindi, ogni personaggio, anche quelli che sembrano aver esaurito la loro utilità, vengono (quasi) puntualmente “riciclati” per essere impiegati in altre circostanze. Si badi ovviamente, che, nella maggior parte dei casi, si tratta di piccolissimi ruoli, sufficienti per farci ricordare che questi personaggi continuano ad esistere.

Detto questo, passiamo oltre.

 

Dopo la veloce carrellata delle reazioni del popolo alla verità sui giganti, veniamo introdotti alla cerimonia per la celebrazione degli eroi dell’armata ricognitiva, che hanno portato a termine la tanto agognata riconquista del Wall Maria. A tal proposito, vorrei soffermarmi velocemente su due elementi in particolare:

 

1) La caratterizzazione di Marlo.

Il personaggio di Marlo Freudenberg è molto particolare, ed in questo capitolo, possiamo trovare la conclusione definitiva della sua caratterizzazione (anche perchè è morto :v), che lo inquadra in ultima analisi, come quel tipo di individuo che vive nel proprio mondo di ideologie, e che muore proprio a causa di esso. Il militare infatti, nella propria vita ha sempre seguito una certa linea di pensiero, che però risulta non essere attinente con la dura realtà del mondo che lo circonda.

Quando entra nel corpo di gendarmeria, lo fa perchè crede di poter cambiare qualcosa nella società sfruttando le sue sole forze, e non contando la corruzione ed il marciume che invece erano alla base del corpo militare.

Quando si schiera dalla parte dell’armata ricognitiva durante il colpo di stato, durante la saga del colpo di stato, lo fa perchè vede nel corpo militare di Elvin la giustizia che invece pensava di trovare nella gendarmeria, e in virtù di questo principio, sceglie di arruolarsi in esso, non ascoltando i realistici consigli di Hitch, scontrandosi con la realtà, e decretando così la sua fine. Solo poco prima della morte, realizza il suo errore fatale, di aver slegato la sua “immagine” di giustizia, o comunque, la sua ideologia in generale, con il mondo reale.

Ed ecco che Marlo si aggiunge alla ormai gia lunga lista di “personaggi-monito” stilata da Isayama dall’inizio del fumetto, cioè, quelli che sostanzialmente in snk, svolgono il ruolo di rappresentare una generica tipologia di personaggi. E Marlo incarna l’idealista, che vivendo seguendo le sue astrazioni mentali di idee o cose, muore a causa delle sue astrazioni mentali di idee o cose.

 

2) L’atteggiamento di Eren.

E’ interessante come il buon Isa voglia dare sempre più, maggior peso ai risvolti comportamentali di Eren. E’ un elemento che avevo gia sottolineato il mese scorso, ed il fatto che quindi Isayama continui a seguire questa direzione, aumenta la mia sensazione che “gatta ci cova”. Quelli fra di voi che hanno letto la mia scorsa analisi, ricorderanno che ipotizzai che a mio parere, il motivo dietro a queste apparenti anomalie del comportamento, è da considerarsi legato all’innescarsi in Eren della “Volontà del Re”. L’ultimo capitolo per cui, non fa altro che dare maggior adito a questa mia ipotesi. Anzi, azzarderei dire che probabilmente, alla nuova psicologia di Eren, è stato aggiunto un altro tassello.

Il flash mnemonico che lo fa bloccare mentre sta baciando la mano di Historia, mi puzza molto: infatti, questa reminiscenza lo porta al momento in cui, 5 anni prima, il padre disperato, corre nella cappella dei Reiss, per chiedere al Gigante Progenitore di bloccare l’avanzata dei giganti. Segue ovviamente la risposta negativa dell’erede della dinastia reale, a causa proprio della “Volontà del Re”. Quello che questa breve sequenza mi porta a pensare:

e se Eren vedendo il comportamento di Frieda, si fosse reso conto di condividere la sua stessa condizione, e quindi, di essere dominato anche lui dal pesante volere del 145° Re?

Certo, può anche essere che si sia fermato perchè era immerso nei ricordi paterni, però la situazione è piuttosto ambigua, e quindi, ho trovato necessario dover fare questa considerazione.

 

Ci sarebbe il discorso di Flock ai “veterani” dell’armata, ma evito di toccare l’argomento, perchè non porta a nulla d’interessante, dal mio punto di vista. In giro ho sentito dire che “finalmente qualcuno ha capito che significa far parte dell’armata ricognitiva”, ma in realtà è dal primo capitolo che Isayama evidenzia la reputazione da suicide squad che ha il corpo militare agli occhi della gente. Quindi sorvoliamo su questo segmento.

 

Arriviamo alla parte più criticata del capitolo, cioè, la mega transizione temporale, che vede gli eventi spostarsi di circa 7 mesi avanti. Isayama, in maniera molto sintetica, ci informa dei fatti salienti accaduti successivamente alla ripresa di Shiganshina. Li riporto citando la mia time-line:

 

– Ad inizio inverno, l’esercito completa lo sgombero dei giganti nel Wall Rose

– Ad inizio primavera, l’esercito annuncia che è stata completata la pulizia dei giganti all’interno del Wall Maria

– Ad inizio estate, vengono costruiti degli ascensori nel distretto di Trost per consentire il passaggio di merci da una parte all’altra della muraglia. Inoltre, si inizia la costruzione di una strada diretta verso il distretto di Shiganshina

– Un anno dopo la battaglia nel distretto di Trost, ad estate inoltrata, ai civili è consentito di insediarsi nuovamente nel distretto di Shiganshina

 

In poche parole, assistiamo ad un vero e proprio time-skip, che ci porta ad un anno dall’inizio delle peripezie di Eren & co. in una contingenza del tutto diversa, a cui nessuno di noi è abituato: la vita all’interno del Wall Maria è finalmente ripresa, e quindi, la “preoccupazione” di dover riconquistare i territori persi, che finora è sempre stata più o meno, il motore principale della macchina narrativa del manga, ora non sussiste più. Persino la minaccia dei giganti si è affievolita, e, tranne pochi esemplari anomali, sembra che Paradis sia stata quasi svuotata completamente dai poveri condannati di Mahle. La situazione quindi, è quanto più lontana possa essere rispetto agli standard a cui Isayama aveva abituato il lettore, che, come risultato finale, rimane del tutto stranito dall’evolversi della vicenda, quasi estraniato. Ma Isa con noi non ha ancora finito, e se il senso di “strano” finora fatto provare non era abbastanza, ecco che butta il carico da 90: l’arrivo dell’armata ricognitiva all’oceano.

Come gia dissi tempo fa nell’analisi del capitolo 88, l’oceano ha un significato importantissimo all’interno di snk, perchè è sempre stato associato all’uscita dalle mura, e quindi alla libertà. Ebbene, con questo capitolo Isayama ribalta completamente le carte in gioco, in quanto, così come Eren precisa, l’oceano non rappresenta più il raggiungimento della vera libertà, ma soltanto la linea di separazione con il vero nemico, il vero aguzzino del regno delle mura, Mahle.

In definitiva, vengono messi in discussione quelle che fino al capitolo scorso erano considerate le basi portanti di tutto il fumetto: la minaccia dei giganti, e l’oceano come simbolo di libertà. Tutto questo nel giro di mezzo capitolo. Non so voi, ma per me, peggio di così Isayama non poteva fare :v

(Ovviamente con “peggio” non intendo che sia qualcosa di negativo, ma solo che si è dato veramente da fare per smerdarci tutte le nostre convinzioni :v)

Fra l’altro, tramite le parole e i pensieri di Eren, viene rimaneggiato anche il concetto stesso della libertà. Chi assicura che una volta sconfitti gli oppressori di Mahle, i nostri eldiani possano riottenere la libertà? E anche se questo avvenisse, che garanzia si ha che la nuova condizione non porti ad una disgrazia maggiore, così come successe per la piccola sorella di Grisha? Insomma, il capitolo 90, di Shingeki no Kyojin, tramite la rielaborazione delle tematiche centrali del fumetto, porta l’opera di Isayama su un piano completamente differente rispetto a quello sul quale si trovava, ed al contempo, prepara il terreno per il gran finale, che mai prima d’ora è sembrato così vicino (anche al livello materiale, dato che “l’arrivo all’oceano” è sempre stato fatto immaginare come una delle grandi tappe del fumetto)

 

Bene, anche per questa volta è tutto. Come sempre, se la lettura vi ha interessato, o nel caso non vi fosse chiara qualcosa, oppure ancora voleste insultarmi per qualcosa che ho scritto, sentitevi liberi di dire tutto quello che pensate nei commenti. Per voi sarà poco, ma per me e per lo staff, i vostri feedback sono molto importanti 🙂

Al prossimo capitolo dal vostro

-Sensei- (da La Locanda di Zio Aristofano)

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