To the Moon: dove eravamo rimasti?

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Da To the Moon a Finding Paradise: le tappe fondamentali.

Conoscete tutti To the Moon? Immagino di no. In un mondo in cui il videogioco per essere considerato un bel prodotto deve essere tecnicamente complesso, è normale che piccole realtà, che magari puntano sulla narrazione e non sulla grafica, vengano ignorate. Lo scopo dell’articolo è quello di ripercorrere le tappe fondamentali della saga, per essere preparati a giocare Finding Paradise (sequel di To the Moon, in uscita il 14 dicembre di quest’anno).

To the Moon

To the Moon è il primo capitolo della saga. In realtà, prima dell’introduzione degli episodi successivi, To the Moon poteva essere benissimo considerato (se non per qualche particolare di cui discuteremo a breve) un gioco a sé stante. Potremmo spendere ore a parlare della trama (la migliore mai vista in ambito videoludico, a mio parere) costruita in maniera eccellente, del comparto musicale che la fa da padrone o della caratterizzazione di quei pochi, indimenticabili personaggi. Tutto ciò può essere riassunto affermando che l’artista è riuscito sicuramente a trasmettere attraverso la sua opera un messaggio. Messaggio che non approfondiremo all’interno dell’articolo, poiché il nostro intento è quello di concentrarci sulla “lore” piuttosto che sulla trama. In particolare è presente all’interno del gioco un elemento che sarà fondamentale per lo sviluppo della saga. Mi riferisco alla scena finale di To the Moon, scena in cui vediamo il Dottor Neil Watts assumere degli antidolorifici per porre fine ad un forte dolore. Di cosa soffre Neil? Perché sembra nascondere questo suo problema? Ci ricollegheremo questo punto in seguito.

A Bird Story

A Bird Story può essere considerato un prequel di Finding Paradise, essendo incentrato su un periodo dell’infanzia del prossimo paziente di cui i due dottori si dovranno occupare. A quanto pare non ci saranno collegamenti diretti fra i due titoli, ma per avere un quadro completo della situazione è comunque consigliabile conoscerlo. Il gioco in sé merita, come il suo predecessore tratta una storia commovente, condita da un comparto musicale emozionante.

Sigmund Minisode #1

Il primo mini-episodio di quella che possiamo definire come la “Sigmund Saga”, piuttosto che la “To the Moon Saga”, è ambientato all’interno del quartier generale della Sigmund Corp., azienda per cui i due dottori lavorano. È interessante conoscere i vari colleghi di Neil ed Eva, ma il particolare sui cui conviene concentrarci è un altro. All’esterno del palazzo, un gruppo di persone manifesta contro la Sigmund Corp., lanciando pomodori e agitando cartelli in aria. Chi sono queste persone? Cosa vogliono? Dal discorso finale di Neil ed Eva sembra che l’opinione pubblica non sia totalmente d’accordo con l’operato dei dottori. Viene quindi anticipato un tema che sicuramente verrà approfondito in seguito: è lecito intervenire sui ricordi di coloro che sono in fin di vita?

Sigmund Minisode #2

Giungiamo dunque al capitolo più importante della saga per quanto riguarda la macrotrama, il secondo mini-episodio ambientato nella Sigmund Corp. Sin dall’introduzione viene riproposto il problema dei manifestanti, che lanciano pomodori contro la sede dei dottori. I particolari da analizzare sono molteplici, li divido quindi per punti.
  • Neil nasconde nel suo studio uno strano macchinario molto simile a quello utilizzato dai dottori per entrare nella psiche dei pazienti. Che stia cercando di modificarlo, implementando ulteriori funzioni?

 

  • Mentre stava guidando per andare a cenare dalla sorella, Eva vede se stessa attraversare la strada. Attenzione a questo punto, sarà fondamentale in seguito.

 

 

  • Neil prova su se stesso la sua invenzione. A questo punto mi chiedo: può essere che Neil stia cercando di implementare una funzione che permetta allo stesso paziente di entrare nei propri ricordi senza perdere coscienza?
  • Il tentativo di Neil fallisce a causa di un’interruzione di corrente. Il dottore va a controllare il generatore e scopre che qualcuno lo ha disattivato manualmente. Sentendo dei rumori, si reca all’entrata principale e intravede delle orme, nonostante la porta fosse chiusa. Scopriamo che si tratta di Eva, tornata indietro per proporre a Neil di passare la serata con lei e la famiglia di sua sorella. Neil, credendo fosse qualche malintenzionato, la colpisce con la scopa. A questo punto si riuniscono tutti (i due dottori, la famiglia della sorella di Eva e persino Lily e i suoi bambini, comparsi in To the Moon) nella sala principale della Sigmund Corp.
  • Eva si reca in cerca di Neil. Se passiamo dal generatore, possiamo controllare la cronologia delle operazioni. Scopriamo che prima che Neil riaccendesse il generatore (ore 19:37), era stato spento manualmente alle 19.39 da… Neil Watts.

 

  • Eva incontra Neil all’esterno, nel momento in cui il dottore stava chiamando al telefono suo padre. Sembra che Neil non sia in buoni rapporti con quest’ultimo, tant’è che nonostante il padre abbia capito che era Neil a chiamarlo, il dottore non risponde e riaggancia. Infine, Neil decide di passare la serata con tutti coloro che erano lì per lui.
  • Il particolare più interessante si presenta dopo i titoli di coda. Mentre Eva parla con la sorella, avviene con un flash un cambio di scena in cui vediamo la stessa Eva mentre usa il macchinario per modificare i ricordi di qualcuno.

Teorie e conclusione

Come avete potuto notare, il secondo mini-episodio è quello che porta con sé più carne al fuoco. Provando a collegare (quasi) tutti i tasselli, è possibile ideare qualche teoria interessante.
Grazie alla scena dopo i titoli di coda e al momento in cui Eva vede se stessa di fronte a sé, possiamo pensare che tutte le azioni stanno prendendo piede nei ricordi di qualcuno, ai quali Eva ha avuto accesso grazie al macchinario dei dottori. Ora la domanda da porsi è ovvia: chi è il paziente? È triste pensarlo, ma tutti gli elementi ci riconducono a Neil. Già in To the Moon veniamo a conoscenza delle precarie condizioni di salute del dottore, costretto ad ovviare a forti dolori con gli antidolorifici. Possiamo quindi pensare che Eva sia nei ricordi di Neil, in fin di vita, per esaudire un suo ultimo desiderio… o magari per salvarlo. Perché dico questo? Sarebbe interessante se Eva si trovasse nei ricordi di Neil in modo da capire la causa del suo malore. Causa che possiamo associare al macchinario che il dottore stava creando segretamente: è possibile che alcuni effetti collaterali provocati dagli esperimenti di Neil abbiano danneggiato la sua salute. Non trovo tuttavia una risposta al mistero del generatore. Inizialmente pensavo fosse stata Eva (la viaggiatrice nei ricordi di Neil) a spegnerlo, magari per evitare che gli esperimenti di Neil lo danneggiassero. Quando però scopriamo che è stato Neil Watts ad eseguire lo spegnimento manuale, tutte le teorie riguardanti questo particolare sono andate in fumo.
Per concludere, Finding Paradise si preannuncia come un piccolo grande titolo, con due traguardi da raggiungere: portare avanti questa interessante macro-trama e, soprattutto, narrare una storia che ci faccia emozionare e riflettere, come To the Moon fece anni fa.

 -ant (da La Locanda di Zio Aristofano)

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1 commento

  1. In realtà la teoria che mi ero fatto è che fosse proprio Eva la paziente e che Neil fosse, invece, quello che le sta facendo vivere il ricordo alternativo. Dopo la scena finale di to the moon mi era venuto il dubbio che Eva potesse essere una donna in stato terminale e che potesse aver espresso il desiderio di essere una dottoressa della sigmund corp. per poter cambiare i ricordi degli altri. Mi ero anche immaginato che Eva non fosse altro che la paziente Nora, che viene citata durante il gioco come “caso complicato secondo solo a quello di John”.
    Tuttavia devo dire che tutta questa teoria deriva da una diversa interpretazione che io ho dato al finale di to the moon, nella scena degli antidolorifici. Nello specifico io ho considerato quel “flash rosso” analogo a quelli che si verificano nei ricordi infantili di John, ossia quando era il paziente, e non i dottori, in sofferenza. Ho quindi ipotizzato che Neil, in quello stesso momento, si trovasse nei ricordi di un paziente che stava, per l’appunto, soffrendo.
    In ogni caso nel mini episodio, quando Eva vede se stessa sembra essere perplessa, tant’è che smette di parlare al telefono. Se fosse lei l’operatrice che sta utilizzando il dispositivo su un altro, non dovrebbe essere sorpresa di effetto simile quando sappiamo bene che questo genere di sovrapposizioni temporali sono piuttosto comuni quando si navigano i ricordi. in to the moon lo vediamo accadere più volte. Questo fatto mi spinge sempre di più a pensare che la paziente sia proprio Eva.

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